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Intenzionalità condivisa

di Fiore Bello
L’intenzionalità è un concetto filosofico che indica la capacità della mente di essere sempre diretta verso un oggetto (Grice, 1993; Husserl, 2007; Searle, 2010) per cui il comportamento umano (individuale e collettivo) può essere visto come una manifestazione dell’intenzionalità. Se non comprendiamo l’intenzionalità altrui, la nostra risposta può essere fuorviante e disadattiva.  Comprensione, verbalizzazione e condivisione dell’intenzionalità ad agire diventano passi fondamentali per creare i presupposti per lo scambio e la cooperazione inter-umana. La comunicazione presuppone sempre una collaborazione tra parlante e destinatario che si alternano nei ruoli. Comunicare è un’attività sociale, è partecipazione e condivisione, è  interdipendenza con il pensiero altrui e impegno costante per rendere esplicito il proprio. I processi di intenzionalità condivisa presuppongono che l’altro venga percepito come candidato all’azione cooperativa e rappresentato come individuo che ha intenzioni proprie e che è capace di comprendere quelle altrui (Searle, 1990; Tomasello, 2009). Non solo è necessario avere l’idea che le persone sono possibili agenti di un’azione e possono quindi essere utilizzate per raggiungere uno scopo, ma è fondamentale attribuire loro l’intenzione a comunicare e ad agire. L’agente delle interazioni e delle azioni è il soggetto plurale Noi (Gilbert, 1989) che opera in ciò che Clark (1996) ha definito terreno comune, cioè tutto quello che una persona conosce del mondo ed è consapevole che anche l’altro conosce. Tomasello (2009) attraverso le sue ricerche dimostra che gli esseri umani sono  naturalmente portati alla generosità, all’altruismo e alla condivisione e che c’è  cooperazione solo in presenza di un obiettivo condiviso con regole e pianificazioni coordinate. Inoltre, egli sostiene che la comunicazione cooperativa tra esseri umani ha svolto una funzione adattativa perché nata in un contesto di attività collaborativa mutualistica in cui aiutare l’altro è anche aiutare se stessi. Infine, secondo questo autore, per rendere efficace la comunicazione cooperativa c’è bisogno di alcune abilità cognitive:

• Richiedere : voglio che facciate qualcosa per aiutarmi (chiedere aiuto o informazioni)
• Informare: voglio che sappiate qualcosa perché penso che ciò vi aiuterà o vi interesserà (offrire aiuto o informazioni)
• condividere: voglio che percepiate qualcosa in modo che possiamo condividere atteggiamenti/sentimenti (condividere emozioni o atteggiamenti).
Queste abilità contribuiscono a creare il terreno comune  o  contesto condiviso  e le motivazioni a condividere l’intenzionalità

                                                    BIBLIOGRAFIA

Clark H. H.  (1996), Using language, Cambridge University Press, Cambridge
Gilbert M., On social facts, International library of philosophy series, Princeton University Press, Princeton, 1989
Grice Paul , Logica e conversazione, tr. It. Il Mulino, Bologna, 1993
Husserl E., Fenomenologia e psicologia, Filema, Napoli, 2007
Searle J. R., Creare il mondo sociale, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2010
Tomasello M., Le origini della comunicazione umana, Raffaello Cortina, Milano, 2009

 

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Aggiornato: 
21/10/2014 - 00:38